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26 dicembre 2011

Rosolina Mar - Before and after dinner #2006

L'unica voce umana udibile in questo disco è al minuto 4'12" della traccia intitolata Mingozo di Mongozo, ed è un urlo. Bisogna farci attenzione perché è in secondo piano, ma quando le orecchie lo captano è belluino e liberatorio, una frazione di secondo in cui tutto ciò che serve si esplicita come nessun versaccio poetico potrebbe. Niente rime baciate o stereotipi assortiti, solo l'urlo di un musicista galvanizzato che sente arrivare la deflagrazione, la “Cosa”, avrebbe detto Kerouac. Lui parlava del jazz, della “New thing”, noi parliamo di rock in senso primordiale. E i conti tornano.
È l'approccio il comun denominatore, ed è inevitabile immaginare questi dodici pezzi come i figli di jam indiavolate e ispiratissime (pur se i Rosolina Mar non hanno voltato completamente le spalle al math rock degli esordi). Anche nei vecchi dischi jazz capita di imbattersi in esclamazioni abbozzate e versi indistinguibili, è la dimensione totalmente fisica della musica, il corpo che suona.
I corpi che suonano e lo fanno insieme, in una comunione antica e semplice che non prevede primedonne dalla troppa o poca personalità. Non si è costretti a badare al cantante e alle sue paranoie, nessuno ha disseminato nei testi le sue risposte alla vita, le parole qui sono dodici titoli tanto bizzarri quanto evocativi, e non c'è ragione di dubitare che L'ora di religione possa essere un intrico perfetto di chitarre e batteria.
Nulla da eccepire se un Amore tossico si presenta con una sfuriata elettrica per poi rallentare, citare POLICE, impensierirsi e ripartire più disperato di prima. Le sensazioni non si discutono, le visioni tanto meno. Seconda prova dopo l’ottimo esordio self titled del 2003 sempre per Wallace (che, come si diceva, qualche tributo pagava alla scena occupata da DON CABALLERO, TRANS AM & co.), questo Before and after dinner è cinematico, legato a un filo interno che è troppo presto definire logico, è viscerale e complesso come Hendrix e tribale come Santana sul palco di Woodstock, gioca con la new wave sottraendo ai FRANZ FERDINAND ciò che è dei TALKING HEADS e se la gode con melodie ficcanti. Prima (durante?) e dopo cena, Rosolina Mar da Verona: il dio dell'indie ci scampi dalle primedonne.

via SENTIREASCOLTARE 1.0

Rosolina Mar - Protopapetti


Tracklist:

01. Domenica mattina la benedizione dei trattori
02. Protopapetti
03. Mingozo di Mongozo
04. L'ora di religione
05. Flesh dance
06. Before and after dinner
07. Il culto del cavo elettrico
08. Sea tomato
09. Amore tossico
10. Isa eyes
11. Car patch (D-tone)
12. Tuttopapetti

Wallace records
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24 dicembre 2011

La Crisi - III - Paura a colazione #2011

Forse farà un po’ sorridere, ma quando mi capita di ascoltare lavori come quello dei La Crisi mi rilasso e penso che c’è ancora speranza. Non speranza per l’uomo o la società, e del resto nome così o brani come La mia amica sfortuna son emblematici di un modo di pensare, ma per la musica, nella fattispecie l’hardcore. Con due dischi importanti come La crisi e Tutti a pezzi era onestamente difficile chiedere di più da Mayo e soci, forse bastava andare avanti con il pilota automatico e ci si sarebbe divertiti lo stesso. Ma III - Paura a colazione non è solo un altro album, è un gradino oltre quanto già fatto. Trasferitisi armi e bagagli a Salem, sempre alla corte di Kurt Ballou (CONVERGE), i nostri son stati capaci in cinque giorni che immagino frenetici, a tirar fuori un piccolo capolavoro del genere. Un album in cui la voce di Mayo si spinge ancora più in alto, gli stacchi si fan sempre più vertiginosi, e quando ascolterete Una spiegazione logica capirete di quel che parlo, e la perizia tecnica è di primi della classe. La vera novità è l’autoproduzione del lavoro: via da tutte le etichette il gruppo rischia in proprio, il che di questi tempi ci sembra tanto encomiabile quanto impegnativo. Un altro tentativo insomma per risvegliare coscienze un po’ troppo sonnolente: certamente un altro centro in una carriera finora perfetta per un gruppo diventato ormai una colonna portante dell’hardcore italiano.

da ilmucchio.it
La Crisi - La mia amica sfortuna


Tracklist:

01. La lite di sempre
02. Il campionato della noia
03. Corpo estraneo
04. Paura a colazione
05. Puntuale arriva l'uragano
06. Una spiegazione logica
07. Non vale niente
08. Morte e saette
09. Missione fallita
10. Sono il tuo eroe
11. Il nostro peggior nemico
12. La mia amica sfortuna
13. Scomodo e inutile
14. Disagio a 18 carati

Wooden Music
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20 dicembre 2011

Tasaday - L'animale profondo #1986

Highly accomplished Italian ritualistic post-industrial sturm und drang mongering that alternates between NEUBAUTEN/TEST DEPT. skull/chest poundings, hermetic processional conjurings akin to the CURRENT 93 of Lashtal or Richard Rupenus' more occultic explorations under the METGUMNERBONE and MASSTISHADDHU mantles and unnerving synthetic dismalism out of the SPK Leichenschrei playbook.

via Mutant Sounds

Tiratura di 600 copie con copertine dipinte a mano da Marco Camorali sul tema de L'animale profondo.

dal sito
Tasaday - Presenza impossibile


Tracklist:

a1. Avvoltoi in una notte devastante
a2. Presenza impossibile
a3. Si-ma-to-re
a4. Le porte dell'equilibrio
a5. Un falso destino

b1. La sacralità senza tempo
b2. Luce
b3. Lo struggimento vuoto
b4. Dove tutto sembra perduto
b5. Per ora non ancora

Azteco records
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Official website
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17 dicembre 2011

Whitehouse - New Britain (reissue) #1996

Whitehouse is an English power electronics band formed in 1980. They are known for their controversial lyrics and images (which are often interpreted as misogynistic, sexually deviant, and extremely violent). The band’s members have been the subject of censorship in the past. Their name is in mock tribute to the British moral campaigner Mary Whitehouse; it is also a reference to a British pornographic magazine of the same name. The group’s founding member and sole constant is William Bennett.

via Last.fm

Digitally remastered reissue of the infamous sixth Whitehouse lp released in 1982.

Whitehouse - Active force


Tracklist:

01. Movement 1982
02. Roman Strength
03. Will to Power
04. New Britain
05. Ravensbruck
06. Kriegserklärung
07. Viking Section
08. Active Force

Susan Lawly
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15 dicembre 2011

Psychofagist - Psychofagist #2004

Una cosa vi raccomandiamo per questo terzetto di Novara: evitate di definirli semplicemente come l'ennesimo gruppo grind core. Gli Psychofagist vanno ben oltre, sono sì figli di quella tradizione ma nell'ottica più nobile e progressiva ad essa ancorata (vedi i TORTURE GARDEN). Il grind death core come base certo, tracciato e definito nella sua vorace, parossistica, epilessia ritmica, ma enfatizzato nella plumbea tecnica jazzistica ed introdotto nella catarsi tecnologica dell'industriale (High minded martyrs è un notevole biglietto da visita in tal senso). Il risultato è schizoide, psicotico, onnivoro, ardito, sintomo di un centro che deve perdurare per rendersi eterno... e le premesse ci sono tutte. Avvicinatevi senza timori.

da Rumore #161


Psychofagist - Strage


Tracklist:

01. Non.rational.algebra
02. High minded martyrs
03. Io ti dono la pace
04. Emo-clasis
05. La ballata della repulsione
06. Come cieco
07. Unstable?
08. Tema: delirio
09. 21st century schizoid god
10. Traces of ephemeral steadiness
11. Al tramonto dell'io
12. Strage

Subordinate
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14 dicembre 2011

Violators - Summer of '81 (7") #1982

There's blood on the street
And the smell is so sweet
Cause another blue bastard has gone down
See the boots swarming round his head
They're gonna see him dead
Nightstick in his hand
He tried to rule this land
But that's no way to make a country great
It takes more, more than force
You've got to give it a voice

So it's goodnight to one more facist clown
We've got a riot
You can't keep us quiet
We've got a riot, we've got a riot
This is our answer to your law

Don't shed no tears for him
His life was lived in sin
No one has the right to order you
Don't be told what life is about

Brixton - riot riot
Toxteth - riot riot
Bristol - riot riot
Moss Side - riot riot
England - riot riot
England - riot riot riot riot riot...

Violators - Summer of '81


Tracklist:

a1. Summer of '81

b1. Live fast die young

No Future records
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12 dicembre 2011

Impact - 80-87 #2004

Si aggiunge un'altra figurina all'album degli imperdibili del punk-hardcore italiano degli ottantas, con quest'ennesima e sapiente ristampa in digipack curata da Mr. GTB. E io ce l'ho, quindi ve ne parlo. Come il titolo stesso suggerirà ai più arguti, trattasi della discografia completa e ragionata del leggendario combo ferrarese, negli anni che vanno dalla sua fondazione - end of the century - al 1987. In altre parole, a parte Tutto tace, Inganno senza fine e pochissima altra roba, ho nelle orecchie l'opera omnia della somma bénd, dalle demo inedite fino a questo momento (risalenti al periodo 1980-82) al lato Impact dello split con gli EU'S ARSE (1983), all'lp Solo odio (1985), al mini-lp Attraverso l'involucro (1987), compilation tracks incluse.
Tanto per cominciare, direi che l'ultimo vinile citato, edito a suo tempo dalla mitica Blu Bus, è uno dei miei quindici fondamentali assoluti del genere. Poi aggiungerei che nessuno di questi dischi, eccezion fatta per lo split (incluso dieci anni fa in una raccolta che ormai credo straesaurita), ha mai più rivisto la luce prima della collection 82-85 (qua), di cui questo ciddì costituisce la versione ampliata.
Quello che avrete, se scegliete di acquistare, è hardcore rapido e preciso, caratterizzato da una cattiveria sopraffina e da un carnet di testi assolutamente di denuncia, ovviamente inclusi nel pacchetto. Come tutti i gruppi che hanno fatto la storia, gli Impact sono riconoscibili tra mille prima che il supporto compia la terza rotazione su se stesso. E ho detto tutto.
«"Protesta continua per una reale sopravvivenza" è stato da sempre il nostro motto. Proponiamo oggi queste registrazioni perché crediamo che il messaggio contenuto sia tuttora attuale in una società disordinata che ricicla vecchi schemi spacciandoli per nuovi».
Ora come allora, grande musica e grande attitudine. Abbiatelo sennò vi frusto.

da Lamette.it

Impact - La vostra violenza


*tracks 1-10 from Solo odio #1985
*tracks 11-17 from Attraverso l'involucro #1987
*track  18 from P.E.A.C.E. International Benefit Comp. 2xlp #1984
*tracks 19-24 from the 7" split w/EU'S ARSE #1983
*tracks 25-34 from Demo 15-3-1982 (unreleased) #1982
*tracks 35-36 from pre-Impact rehearsal #1980

Tracklist:

01. Non puoi giudicare
02. Morte chimica
03. Processo di vita
04. Ribellione
05. Eroi
06. Delitto legale
07. Solo odio
08. Sulla loro croce
09. La vostra violenza
10. L'uomo procede
11. Non c'è pace per noi
12. Alienazione sistematica
13. Realtà mutabili
14. L'odio cresce ancora
15. La tua eterna illusione
16. Deboli ai vostri occhi
17. Dolci sensazioni
18. L'uomo procede (the man goes on)
19. Polizia
20. Governo
21. Dolci sensazioni/Ancora
22. La lettera
23. Giustizia
24. Cadaveri
25. Dio salvi il vaticano
26. Governo
27. Giustizia
28. La lettera
29. Ambizioni
30. Polizia
31. Alzati e scuotiti
32. No potere
33. No al servizio militare
34. Camici bianchi
35. Untitled #1
36. Untitled #2

E.U. '91 produzioni
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5 dicembre 2011

OVO - Miastenia #2006

Milan, Italy’s Ovo are a two piece using guitar/violin cellos and drums that dump a toxic sludge with an unmistakable butterscotch scent. This sludge is in line with contemperous doom salesmen such as BORIS and the MELVINS, with the addition of vox stylings that take this record to a new place entirely. The sounds coming from Stephania Pedretti’s mouth as she sings go from lullaby sweet to terrifyingly raw in short intervals. Instrumentation on this platter is diverse, with guitars, bass, drums being added to the mix as well as music store stand-by’s like harmonica, piano, and cello.

via Load records
OVO - Due paia di cuori


Tracklist:

01. Anime Morte
02. Fobs Unite
03. Coco
04. Mammut
05. Voodoo
06. Due Paia di Cuori
07. Rio Barbaira
08. Miastenia

Load records
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Myspace
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4 dicembre 2011

Squarcicatrici - Squarcicatrici #2009

Diavolo d’un Andreini e diavolo d’una Wallace. Quando meno te lo aspetti ecco che ti rigirano le carte in tavola sconvolgendo tutto ciò che ti eri preparato ad ascoltare. Se dell’eclettismo del catalogo della seconda si è ampiamente detto (che qualche sorpresa mr. Wallace ce la tira sempre fuori) forse al primo non è mai stata data la giusta attenzione.
Sassofonista, batterista, improvvisatore tentacolare e completamente fuori di testa in questo progetto – al secondo disco dopo Bossa storta di qualche anno fa – Andreini si circonda al solito di uno stuolo di supereroi per imbastire un 13 pezzi di ruspante afro-punk e apolide jazz contemporaneo.
L’attacco è da urlo. Afrotellaci è esattamente come da titolo: un pezzo di una maestria Astatkiana smontato e rimontato dentro l’officina più sgangherata del panorama italiano. A ruota arriva Macedone: folk sui generis, ubriaco e cabarettistico come potevano concepirlo i CCCP di Epica, etica, etnica, pathos se avessero guardato più a sud-est.
Forse è una bestemmia visto che si tratta di uno dei più liberi e “no compromises” personaggi del panorama italiano, ma Squarcicatrici è forse proprio il mezzo espressivo più free dello spirito libero di Andreini. Che si muove, cioè, letteralmente senza barriere o steccati che non siano solo la voglia di suonare/comunicare una musica letteralmente “world”: sentita, appassionata, bellissima.

da SENTIREASCOLTARE 1.0


Tracklist:

01. Afrotellaci
02. Macedone
03. Sans races
04. Mbizo
05. Pilhar fraqueza
06. J'ai faim, Jessie!
07. Izgubljen sambetta
08. Garota
09. Afrocina
10. Gorecky
11. Afoforo
12. Invischiata
13. Izgubljen sam (Vunery mix)

Wallace records
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2 dicembre 2011

R.S.U. - Omaggio al passar dell'altare immolatore (tape) #1992

Rifiuti Solidi Urbani: piccola/grande band formatasi a Trento sul finire degli 80's, ha sfornato due demotape incendiarie ad inizio carriera (questa e l'omonima sempre del 1992), nelle quali vengono mescolati con sapienza un punk/hardcore di chiaro stampo NOMEANSNO e campionamenti vari dal vago sapore industriale. Campionamenti e sapore che si trasformeranno presto in una passione smodata per l'elettronica industriale à la MINISTRY: è infatti del 1994 la summa della loro discografia, il cd omonimo pubblicato dalla BMG Ariola, che ha forse l'unica pecca di aver tagliato troppo in fretta le ottime radici punk sulle quali era nato il progetto. Eccovele quindi riproposte in formato digitale con una copertina che peggio di così non si può...

R.S.U. - La saga della reale realtà


Tracklist:

a1. La saga della reale realtà
a2. Le fleur du mal
a3. Quale scienza?

b1. L'anticipo
b2. Ad Icaro
b3. Requiem

Self-released
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30 novembre 2011

VV.AA. - Himnos de la revuelta (tape) #1994

Come suggeriscono copertina e titolo, una compilation tape d'annata, ideata dai Barboncini Punx nel 1993, che raccoglie dodici cover in chiave punk (chi più, chi meno) di vecchi canti anarchici.
Questa è la versione spagnola della cassettina in questione ma in giro ho trovato tracklist differenti. Si accettano aiuti.

Tracklist:

a1. R.A.M.A. - Inno della rivolta
a2. WACA WACA/CO2 - Sacco e Vanzetti
a3. TEATRO QUOTIDIANO - Canto a Caserio
a4. C.F.C. - Amore ribelle
a5. DR. DOMOPACK - Figli dell'officina
a6. FRAMMENTI - Ballata a Pinelli

b1. BARBONCINI PUNX - Stornelli d'esilio
b2. ALFREDO SALERNI - Si bemolle
b3. CONTRASTO - Né servi né padroni
b4. DICE DIE - Su mano alla bomba
b5. LUPUS IN FABULA - Dai monti di Sarzana
b6. CCC CNC NCN - Il galeone

Self-released
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29 novembre 2011

The Lewd - Lewd conduct in a public place! (live) #1999

Truth to tell, I wasn't looking forward to reviewing this lp, as my dim recollection of the LEWD was of a rather unextraordinary band. Whether I'm falling victim to the lure of the jasmine-scented past (uh, ahem) or my tastes have gotten broader in my old age (what are the odds of that?). I actually rather enjoyed this live lp (even though it suffers a low guitar volume, as is typical of board tapes). As with a lot of shows of the general era I recollect, the cover songs (in this case, the SONICS' Boss Hoss and SONNY BONO's Bang Bang) tend to stand out as better crafted than the originals and the performance has some loose moments, but it's a worthy (and entertaining) document.

via Maximum Rock'n'Roll #199

The Lewd - Lewd conduct


Tracklist:

a1. Public execution
a2. Lewd conduct
a3. Catastrophe
a4. Climate of fear
a5. Boss Hoss (SONICS cover)
a6. Bang bang (SONNY BONO cover)

b1. Trash can baby
b2. M-17
b3. Walter's  lips
b4. Kill yourself
b5. Love for hate
b6. I'm not pretty

Vampir records
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22 novembre 2011

Swell Maps - Collision time revisited #1989

Nati intorno al 1972, gli Swell Maps si fanno notare solo dopo l'esplosione del punk inglese del '76/'77, quando lo spirito "fai da te" crea le condizioni adatte per farli emergere nella scena sotterranea. Nikki Sudden (Nicholas Godfrey, chitarra e voce) e il fratello Epic Soundtracks (Kevin Paul Godfrey, batteria e piano) sono i fondatori e personaggi principali della formazione, completata dal chitarrista Richard Earl e dal bassista Jowe Head. Al loro attivo ci sono solo quattro singoli e un paio di album, ma lasciano un'eredità consistente sull'indie rock degli anni successivi: echi del loro stile trasandato si sentono nelle prime uscite dei PAVEMENT e i SONIC YOUTH non hanno mai nascosto il proprio debito verso il gruppo. Gli Swell Maps si sciolgono nel 1980, consumati rapidamente dalle tensioni della vita in tour.

Collision time revisited: si tratta della ristampa di Collision time, con vari brani aggiunti. Offre una selezione piuttosto ricca di materiale edito su album e singoli e riassume efficacemente la breve parabola degli Swell Maps. Fra i brani, compaiono anche il singolo d'esordio Read about Seymour e Let's build a car, che Thurston Moore dei Sonic Youth ha indicato fra le influenze decisive per la sua formazione.
 

Swell Maps - Let's build a car


Tracklist:

01. Let's build a car
02. Real shocks
03. Border country
04. Big Maz in the country
05. Blues no. 1: garden of medals
06. Midget submarines
07. Bridge head
08. Read about Seymour
09. Ammunition train
10. Doctor at C.
11. St. Saviour's road
12. The graveyard shift
13. Big Maz in the desert
14. Mining villages
15. Blues no. 2: beatle bonfire
16. Secret island
17. The stairs are like an avalanche
18. Gunboats
19. ...then Poland
20. Full moon in my pocket
21. Blam!
22. Full moon (reprise)
23. Fashion cult
24. Whatever happen next
25. Blenheim shots
26. Raining in my room
27. Texas

Restless records
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16 novembre 2011

Roid - Riepilogo della fine #2004

Il testamento dei Roid: dieci tracce di ottimo hardcore italiano vecchia scuola. Ora suonano in LETORMENTA e LA QUIETE.

da Smartz records


Roid - Taglia e incolla

Tracklist:

01. Taglia e incolla
02. Tese -1
03. Fronti alzate
04. Facile preoccupazione o forse sono io che sbaglio
05. Senza contorni
06. Bisanzio
07. Cefeide
08. Ritorno #8
09. Ventisette
10. Riepilogo della fine

Co-produced
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11 novembre 2011

Contrasto/LeTormenta - La poesia è azione (7" split) #2009

"Non esiste, in effetti, una più spudorata menzogna di quella che consiste nel sostenere, anche e soprattutto in presenza dell'irreparabile, che la rivolta non serve a niente. La rivolta porta la sua giustificazione in se stessa, indipendentemente dalle possibilità che ha di modificare o no lo stato di cose che la determina. È la scintilla nel vento. Ma la scintilla che cerca la polveriera".

A.Breton

dal retro-copertina


Tracklist:

a1. CONTRASTO - Non solidali, complici
a2. CONTRASTO - Niente per la storia
a3. CONTRASTO - Settembre, di notte

b1. LETORMENTA - Il sacrificio dei miei occhi/Sangue che vive

Co-production
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Contrasto website
LeTormenta website
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10 novembre 2011

Intothebaobab - Intothebaobab #2009

Medicina è un paese in provincia di Bologna con un nome buffo e dove regna la noia del “normale”. Però Medicina gli si addice come nome perché negli anni 80 in questo pezzo di campagna muoiono intere balotte di ragazzi con l’eroina. Noi non li abbiamo conosciuti per questioni anagrafiche, ma conosciamo quello che deve essere stato il motivo principale: NOIA. Invece nel 2004 non c’era più tanta eroina, andavano di più le paste e la speed perché c’erano i gabber, poi c’erano tutti gli altri che erano piattomarroni (ovvero ragazzi semplici, simpatici o stronzi, ma col minimo comun denominatore della piattezza ordinaria e dei capelli da lego...piattomarroni appunto), e i vecchi. Una classe dominante di vecchi. Poi c’era Modi che aveva trovato in quel poco che sapeva sul punk una grande genuinità e soprattutto una scappatoia per manifestare ciò che non gli piaceva semplicemente facendo in modo di non piacere. E quindi cresta verde, anfibi, cleptomania, sassaiole. Niente musica, nessuna ‘scena’. Gironzolare, bere, rompere le palle, punto.

La base dei cartoncini l’hanno ritagliata e assemblata dei bambini autistici con cui Modi lavorava nel periodo estivo! Il disco diventa una sorta di archivio di tutti (o quasi) i suoni cagati dai Baobab dalla nascita fino a quel momento.


dal blog

Intothebaobab - Mangiatortellini


Tracklist:

01. Intro alè!
02. Eutanasia a Medicina
03. Luce nera
04. Mangiatortellini
05. Movimenti
06. Nichilpunk
07. Luridi maiali
08. Serrature sui muri
09. Niente pensante
10. Disadattato
11. Pogo sociale
12. Transnuclear/2084
13. E 'mo?
14. Animali a forma di caramella
15. Superpunk
16. Animal Liberation Front

Co-production
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Myspace/Blog
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7 novembre 2011

Holy Shit! - Jazz phase (7") #2006

More ugly and gashed up spazzcore from these dairyland miscreations. If this is their jazz phase as the record's title states it's more of a free jazz out-sound squall freekout that maybe not even Miles, Ornette and Sun Ra all hanging out together could've imagined than some Van Morrison record of the 90's, the new Diane Krall or any given Steely Dan record bullshit I get subjected to whenever I decide to check out Jazz night at my hometown brew pub. Slithery dirges erupt in to unhallowed panic attacks. Take something like, oh...let's say THE NEOS and throw it in a bucket of old anti-freeze then twist it and drink what is wrung out (I suggest a kerosene chaser). Disorientation and staggering are to be expected. If conditions persist for more than length of the record, flip it over and play it again.

via SMASHIN' TRANSISTORS

Holy Shit! - I hate banks


Tracklist:

a1. Self civil war
a2. Fire alarm
a3. Great disappearing act
a4. Chuck #2

b1. I hate banks
b2. Ruin everything
b3. Who are you waving yer flag at?
b4. Asbestos life
b5. Hammer-on party
b6. Kool-aid party

Trigger-On-The-Dutendoo records
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Myspace
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4 novembre 2011

VV.AA. - Materiale resistente 1945-1995 #1995

Materiale resistente sono cover di canzoni della Resistenza. Musica partigiana, dunque di parte, canzoni di gesta eroiche, di contadini diventati guerrieri poi, quasi per caso, eroi, "martiri", canzoni che scandivano i ritmi del sopravvivere nelle notti ghiacciate sull'Appennino o nei fienili delle case di latitanza.
Materiale che sfida la corrosione del mezzo secolo, uscito indenne dal boom dal punk dal trend, dal caf dai bot, dal big bang. Il nemico numero uno lo snocciolarsi della retorica, la celebrazione ciclica, l'enfasi cinquantenaria.
Ora il silenzio serve più dello slogan: meglio scalare la marcia, calare il cappello, riflettere.
Per questo abbiamo invitato gruppi (ciascuno a suo modo) "ben pensanti", gruppi solidi, di terra e solo in seconda battuta di musica (non ce ne vogliano...), come A.F.A., YO YO MUNDI, MARLENE KUNTZ, UMBERTO PALAZZO E IL SANTO NIENTE, C.S.I., SETTORE OUT, CORMAN & TUSCADU, DISCIPLINATHA, OFFICINE SCHWARTZ, MAU MAU, MODENA CITY RAMBLERS, GANG, CORO A.N.P.I., LOU DALFIN, SKIANTOS, ROSSO MALTESE, ÜSTMAMO', a reinterpretare musica resistente, a metterne a nudo l'ossatura robusta, il nervo elettrico, a scoprire implicazioni postume. Che sono tante.
Una, forse la più inquietante, ce la regala Neznad Maksumic, poeta bosniaco, nel libretto interno al cd: di come i pugni si fanno pietra, poi carne poi sangue e infine di nuovo pietra; parole che si conficcano in memoria come lame di ghiaccio, istruzioni per sopravvivere, forse le stesse che come grani di rosario abbiamo sentito mormorare in Palestina, Ruanda, Cile, Caucaso.
Scongiuri, e ragionevoli raccomandazioni belliche, e della necessità di non ascoltarle: così fecero, e come loro tanti, i fratelli Saltini, Vittorio e Vandina, da Correggio (RE), il cui cippo anima la foto della nostra copertina; glorioso nella sua umiltà, con le bandierine di carta e il sempreverde a cornice, simile a migliaia sparsi lungo le campagne o lungo i bordi delle provinciali.
La Resistenza è nel territorio, a dispetto degli smemorati, in quei monoliti di cemento o marmo corroso in un improbabile fasto floreale di lauro, edera o plastica.
È questo il fiore del partigiano?
Forse sì.
Alle genti che passeranno, un insegnamento: non temere il tuo tempo.

da www.sonica.it


Tracklist:

01. ÜSTMAMÒ - Siamo i ribelli della montagna
02. OFFICINE SCHWARTZ - Ciao bella
03. UMBERTO PALAZZO E IL SANTO NIENTE - Wir sind partisanen
04. A.F.A. - Con la guerriglia
05. SETTORE OUT - Amore ribelle
06. C.S.I. - Guardali negli occhi
07. CORMAN & TUSCADU - La complainte du partisan
08. DISCIPLINATHA - Vi ricordate quel 18 aprile
09. YO YO MUNDI - I banditi della Acqui
10. MAU MAU - Resistenza, Marzo '95
11. GANG - Eurialo e Niso
12. LOU DALFIN - Lou Pal
13. CORO "I CENTOUNO" DI FABBRICO - Spara Juri
14. MODENA CITY RAMBLERS - Bella ciao
15. MARLENE KUNTZ - Hanno crocifisso Giovanni
16. SKIANTOS - Fischia il vento
17. AFRICA UNITE - Il partigiano John
18. ROSSO MALTESE - Il canto dei deportati

Mercury
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3 novembre 2011

Youngblood - Angoscia #1988

A little piece of italian punk/hardcore history, from Rovereto, Trento. You can find their entire discography here.

Youngblood - Assassini


Tracklist:

a1. Borderline state
a2. Contaminati
a3. Assassini
a4. Religious vomit

b1. Angoscia
b2. Dietro te
b3. No rockstar

Blu Bus
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1 novembre 2011

Officine Schwartz - L'opificio #1991

Le Officine Schwartz sono sorte nel 1983, fondate da Osvaldo Arioldi, come ricerca sul suono e sull'estetica della “civiltà industriale”. Nel corso della loro storia, le OS hanno prodotto spettacoli di teatro e danza, concerti, performances multimediali, utilizzando e fondendo fondi di rumore, musica, proiezioni ed azioni. Le OS utilizzano, oltre a strumenti tradizionali ed elettronica, una strumentazione auto-costruita recuperando, forgiando ed intonando metalli e residui del mondo del lavoro, come bidoni di petrolio, tubi, molle, catene, telai di bicicletta... Alcuni dei temi proposti nei brani delle OS sono l'amore-odio per la macchina e per i tempi moderni. Dal vivo, la formazione delle Officine Schwartz può variare a seconda del progetto: da uno a trenta elementi.

da Officine Schwartz


Officine Schwartz - In fabbrica


Tracklist:

a1. Il dio macchina ha voluto il caos
a2. In fabbrica
a3. Canto d'amore delle ruspe & dei sassi
a4. Inno dell'opificio
a5. Il mare d'inverno

b1. Hey Pole Siroko
b2. Tamme Vogel
b3. Torna in cantiere
b4. Asturiana
b5. Si riposa la domenica
b6. Einehitsfrontlied

Kom-Fut Manifesto
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